I GRANDI EQUIVOCI |
|||||||
che generano conseguenze drammatiche Il fatto che gli operatori che sono disponibili e capaci di farli siano attualmente pochi, non toglie nulla alle autentiche potenzialità del corretto impiego di questo farmaco. I programmi cosiddetti a "scalare" non sono "disintossicazioni" ma "sottrazioni di terapia in fase di malattia conclamata". Si spiegano cosi' i fallimenti e le puntuali recidive dovute alla forzata, od anche autonomamente voluta, perdita di tolleranza agli oppioidi in un momento in cui l'unico vantaggio che si ottiene e' il rischio di overdose. Abbiamo cosi', per ignoranza, "giustiziato" centinaia di giovani, facendo loro credere che sarebbe bastato un graduale disimpegno e la loro forza di volonta' per risolvere una patologia che, invece, richiede ben altre strategie ed impegno. E si tratta di un'ecatombe tutt'ora in corso. Il metadone e' un farmaco. Non funziona e non e' affatto utilizzabile come droga, quanto piuttosto come stabilizzatore metabolico. Ogniqualvolta un soggetto eroinomane si disimpegna dal metadone, normalmente ricade nell'uso di eroina, che e' la sostanza d'abuso che rinforza il comportamento tossicomanico. Il metadone non ha queste proprieta' e l'abuso di metadone e' pressoche' sconosciuto. Chi ricade, infatti, non ricerca metadone, ma eroina. Durante il mantenimento metadonico, se ben condotto, l'ex eroinomane puo' fare tutto cio' che fanno le persone normali. Puo' dedicarsi alla sua salute, ricostruirsi relazioni e situazioni sociali. Puo' farlo da solo o con l'aiuto del programma, se questo dispone di risorse. Ma i benefici che possono essere ottenuti dagli eroinomani in MMTP non sono eguagliabili da nessun altro programma ad oggi conosciuto, proprio perche' l'assunzione di metadone a dosi adeguate a per tempi lunghi non comporta alcuna conseguenza negativa. L'unico effetto vero e riconosciuto consiste in una strabilizzazzione che rende la persona indistiguibile da chiunque altro non assuma oppiodi, farmaci psicoattivi e sostanze psicotrope. Il problema e' trovare operatori preparati che sanno fare questi programmi al di la' di ogni ideologizzazione e al di sopra della superficialità di chi non e' preparato. Materiali di ricerca son disponibili presso di noi. Roberto Nardini, Presidente del Progetto Comunita' Aperta Gruppo S.I.M.S. Tel/fax 0584 72600 E-mail: simsnr@versilia.net |
|||||||