| O ci Sei O ti Fai, io non voglio esserci | |||
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Sembrava
che sul pericoloso spot televisivo ispirato da San Patrignano e foraggiato con doviziosi mezzi da parte della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, ben 5 milioni di euro probabilmente tagliati dalle assegnazioni ai progetti
in corso sul Fondo Nazionale per la Lotta alla Droga che quest'anno
hanno visto dimezzarsi le risorse, nessuno avrebbe espresso dissenso
come invece è successo per il libello sessuofobo "Virus". Ma fortunatamente non è
così. A Pisa, l'assessore provinciale alle Politiche Sociali Manola Guazzini, di fronte alla richiesta di un'organizzazione
"Il Ponte" che fa giusto capo a San Patrignano,
di concedere il patrocinio della Provincia all 'iniziativa governativa, ha fatto una cosa estremamente corretta.
Ha richiesto il parere dei componenti la Consulta
Provinciale delle Dipendenze che hanno espresso contrarietà a concedere
il richiesto patrocinio, adducendo articolate argomentazioni di natura
tecnica, scientifica ed infine, culturale. In realtà lo spot che passa in tv è di una banalità estrema.
Vi si rappresenta un giovane drogato che non ascolta il padre. Ascolta
però l' amico che gli da un solenne scossone. E lui, finalmente, ce la fa! Una favoletta pervasa estremamente superficiale, pervasa di palese inconsapevolezza,
o meglio, di conclamata ignoranza, dal momento che la tossicodipendenza,
definita dalla comunità scientifica "malattia cronica e recidivante",
per essere superata o soltanto messa sotto controllo, richiede in realtà
programmi complessi, di lunga durata, integrati con diverse componenti
e che richiedono, da parte di chi li intraprende, notevole forza di
volontà e spirito di sacrificio. Di fronte a tale messaggio, non scevro
da intenti promozionali per l'organizzazione che l'ha ispirato, gli
operatori dei servizi, quelli onesti che si sforzano ogni giorno di
utilizzare al meglio gli strumenti disponibili e di mettere in
atto procedure per le quali hanno studiato e ricercato il sostegno
dei materiali scientifici di riferimento, si stanno domandando quale
sarebbe il loro ruolo se basta uno "scossone" per uscire da
una tossicodipendenza?E molti giovani di fronte al bivio se intraprendere
o meno una sperimentazione sul consumo di droghe saranno tentati di
farlo a cuor leggero sapendo che poi potranno sbarazzarsi del problema
semplicemente volendo, magari a seguito di uno "scossone"
di un amico, di un prete o di chicchessia. Per questo lo spot e tutta
la campagna governativa "o ci sei o ti fai, io voglio esserci"
non possono essere soltanto giudicate superficiali.
Il problema è che sono pericolose, come pericolosi sono sempre stati
i messaggi ispirati da tutte quelle organizzazioni integraliste che
niente hanno a che fare con il mondo della ricerca e della clinica,
San Patrignano in prima linea. La stampa,
il Giornale in particolare, muove all'assessore Guazzini l'accusa di osteggiare la campagna per fini politici
unicamente perché si tratterebbe di un'iniziativa del governo. Ma non è così. L'assessore non ha fatto altro che riproporre il parere dei membri della consulta, che non hanno
certamente avuto alcuna difficoltà a ravvisare in quella campagna degli
indiscutibili elementi di superficialità, perché portatrice di un messaggio
del tutto infondato, fuorviante e, soprattutto, pericoloso. Il problema
della droga non è di destra né di sinistra. Ma le forze politiche della
maggioranza sembra che non si rendano conto dei danni che possono derivare
al paese da una politica sulle tossicodipendenze che non tiene in debito
conto quanto risulta dalla ricerca scientifica
e dalle analisi delle esperienze cliniche in atto nel nostro paese ed
in tutto il mondo, per imbarcarsi in una avventura discutibile, deviante,
tutta ideologica, ispirata da San Patrignano,
una comunità fondata, come si legge negli atti del Tribunale di Rimini,
dall'uomo che trasformava l'acqua in vino, che si procurava le stigmate
e faceva lavorare i primi adepti nella Vigna del Signore sulla Collina
Benedetta. A non considerare la più che comprensibile perplessità sui noti
atti di violenza che sfociarono poi nel delitto Maranzano,
il cui cadavere fu gettato addirittura in una discarica. Se questo
è il modello al quale si ispirano, allora non
devono meravigliarsi per la giusta reazione, tutt'altro
che strumentale, contro un'ennesima scelta di un governo che, per la
verità, offre ben altri spunti per innescare proteste ed opposizioni.
ROBERTO NARDINI |
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