Al giornale di San Patrignano Ecco il documento emanato dal presidente della S.I.TD(Società
Italiana Tossicodipendenze) che ha concluso il IV Convegno Nazionale il 19 Ottobre 2001 e che ha visto la partecipazione di prestigiosi relatori di livello internazionale, e di oltre 450 operatori del settore. Purtroppo, come prevediamo, Andrea Muccioli non accetterà la proposta di confronto che avanziamo e continuerò a lanciare proclami devianti dall'interno della sua comunità blindata.

"IL PRESIDENTE DELLA S.I.TD. SUL RAPPORTO EURISPES E LE
DICHIARAZIONI DI ANDREA MUCCIOLI"

Nessuna cosa che già non si sapesse, nella cosiddetta ricerca di Eurispes di cui hanno riferito i giornali di oggi. I dati citati erano già da mesi nel rapporto al Parlamento per il 2000, sia quelli dei soggetti seguiti dai SERT (145.000), sia quelli seguiti nelle comunità (19.057), sia la "scoperta" che quest'ultimo numero è l'ennesimo di una tendenza al calo che dura da anni, al pari dell'aumento delle terapie con metadone.

Non sono una novità neppure le interpretazioni con cui il rapporto Eurispes è stato infiocchettato, e che riflettono evidentemente il punto di vista del committente della ricerca, riassunti bene da uno dei giornali, secondo cui "i tossicodipendenti cercano nel metadone la via più facile, .chi dovrebbe liberarsi dalla schiavitù¨ della droga in realtà invecchia sviluppando una nuova dipendenza". Una frase scontata, tendenziosa e disinformata, indegna di una ricerca scientifica.
Proviamo perciò a ridire quanto risulta a livello scientifico sul punto più controverso, quello del metadone, e su alcuni altri punti.

Il metadone a livello scientifico è una terapia che secondo il rapporto Cochrane (una fra le più prestigiose organizzazioni internazionali di revisioni scientifiche su argomenti medici) "è un intervento efficace per il trattamento della dipendenza da eroina in terapie di mantenimento perché trattiene i pazienti in trattamento, diminuisce l'uso di eroina, e fa calare l'attività criminale". La conclusione dello studio Cochrane, che sta per essere pubblicata, è in realtà minimalista, perché i vantaggi del trattamento con metadone sono anche altri, primo fra tutti la diminuzione della mortalità tra i soggetti che fanno uso di eroina (il che è puntualmente accaduto in tutte le città italiane dove è stato introdotto in modo consistente), e come è dimostrato da anni in numerose ricerche anche italiane. più interessante notare che ciò che sembra scandalizzare i detrattori del trattamento con metadone -la sua durata a volte consistente- è considerata dagli estensori del rapporto Cochrane un vantaggio, perché sulla scorta di ricerche ormai accettate dalla comunità scientifica, un trattamento per le tossicodipendenze è tanto più efficace quanto maggiore è la sua durata. D'altra parte la letteratura scientifica internazionale sul metadone a mantenimento esclude che "i benefici del trattamento con metadone si verifichino a prezzo di una maggior durata della dipendenza. Studi di follow up su popolazioni di soggetti dipendenti da eroina suggeriscono che i tassi di recupero a lungo termine tra individui che sono stati trattati in comunità terapeutica, e soggetti trattati con metadone a mantenimento sono equivalenti.

Anche il logoro argomento usato da Eurispes, ma più volte citato anche da Andrea Muccioli -'non si può curare una dipendenza con un'altra dipendenza'- è strumentale: bisogna comprendere che sono molte le malattie che si curano con farmaci a vita, che danno dipendenza (se si sospendono si va incontro a gravi problemi, compresa la morte) senza che nessuno se ne scandalizzi. E si conoscono anche molte persone rispettabili che hanno capito di non poter vivere senza un supporto: sia esso il metadone, sia esso il permanere in comunità a vita. Scandalizza riconoscere che alcune persone potrebbero aver bisogno di praticare terapia con metadone per tutta la vita in rapporto a situazioni cliniche (soggetti con dipendenze molto severe), psichiatriche (soggetti con comorbilitÓ), tali da ostacolare l'evoluzione motivazionale verso la condizione drug-free? E allora, perché tutto questo accanimento contro i SERT, come se SERT fosse sinonimo -orrore!- di prescrizione di metadone, e nei SERT non si facesse altro che prescrivere metadone? perché questo sciocco, ossessivo ritornello sulla droga di stato?

La chiave di lettura ce la dà il titolista di due dei giornali letti oggi: "Il metadone distrugge le comunità" e "comunità vuote: 'Ora tutti vanno nei SERT'" Se il problema è questo, un attacco orchestrato da Andrea Muccioli su questi argomenti e toni, dà molto da pensare. Come mai una persona che ha sempre a parole sostenuto la liberta di scelta del tossicodipendente di andare a farsi curare dove preferisce adesso contesta quella scelta e accusa la potenziale clientela di preferire "la concorrenza"?
Come mai si insiste nel non capire che la "svolta del '93" (quella in cui secondo Muccioli fu deciso 'non pi¨ recupero integrale ma solo controllo sociale del fenomeno, e che in realtà è stata invece la scelta giusta di estendere il lavoro sociosanitario dei SERT alle iniziative di prevenzione degli effetti devastanti delle droghe, che va sotto il nome di riduzione del danno) non è stata dettata da tentazioni diaboliche, ma dalla necessità di arginare il contagio dell'HIV/AIDS, delle morti per overdose, la criminalizzazione ingiusta di soggetti a tutti gli effetti da considerare malati?
Questi obiettivi non piacciono? Padronissimi i conduttori di comunità di respingerli: ma sappiano che cosý facendo si condanneranno a trattare una quota calante di persone, mentre il grosso del problema, il cuore del problema, la partita importante, verrà giocata da un'altra parte, nelle unità mobili, nei centri a bassa soglia, nei SERT che non si vergognano di trattare tossicodipendenti difficili e complessi, e, in quelle comunità, e sono tante, che hanno capito in che direzione va la realtà, dove sono i bisogni veri delle persone, ed a quei bisogni pongono mano, in un clima di collaborazione con le strutture pubbliche, e se del caso, anche somministrando metadone per tutto il tempo in cui è necessario.

La dichiarazione di Andrea Muccioli ("metadone, un mezzo che consente il mantenimento monopolistico dell'intervento statale con la sua macchina burocratica e occupazionale") fa il paio con quella di Don Gelmini di qualche giorno fa: ha tutto l'aspetto di una forma di pressione politica su un Governo che al di là dell'attivismo di alcuni suoi membri, e delle affermazioni di una parte della maggioranza non sembra avere ancora le idee chiare. Non vorremmo che, nell'attesa di chiarirsele, e per favorire Muccioli e Gelmini, il Governo tentasse l'operazione di ostacolare l'opera di svecchiamento dei SERT: il decreto di riforma del vecchio e superato DM 444/90 è scomparso, "missing", non si sa pi¨ che fine abbia fatto. Strangolare i SERT per far rinascere le comunità non ci sembrerebbe il modo giusto per rilanciare il dibattito pubblico-privato nel settore, che è dibattito serio su un problema reale, a cui porre mano e anche presto, ma, per favore, con mezzi corretti."
Siamo pertanto disponibili ad un dibattito pubblico in ogni sede su questo tema e sui subdoli tentativi di Sampatrignano di impedire, per legge, l'uso di questo strumento in mano medica. Scegliete pure sede, purché sia pubblica e visibile, personaggi di parte vostra e tempi. Tenete presente che se foste voi ad invitarci, noi verremmo.

Vi invitiamo inoltre a partecipare alla "IV Conferenza sul Metadone ed altre Terapie Sostitutive" che si terrà a Pietrasanta dal 13 al 15 Dicembre 2001, durante la quale un pannello di consenso formato dai migliori clinici e ricercatori del settore trarrà le conclusioni di un dibattito sull'uso del metadone che si è protratto per oltre un anno. All'interno della conferenza vi daremo il ruolo che ci chiederete.

Potrete scaricare il programma alla URL: http://www.sims.it

Roberto Nardini Gruppo S.I.M.S. Via Stagio Stagi, 81 55045 Pietrasanta (Lu) - Italy Tel 0584 72600 Fax 0584 735070 http://www.sims.it

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