storie di ordinaria follia

   
   
ho saputo del vostro servizio grazie al dottor Pacini dal sito medicitalia.it.
Vorrei avere una informazione in seguito a quanto accaduto al mio sert di competenza, mi rivolgo a voi in quanto riguardante la sfera medico legale più che l'aspetto medico in se stesso. Le riporto il post in cui ho spiegato la mia situazione, può trovare le risposte che mi son state date dal dottor Pacini all'indirizzo http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=60674


"All'incirca 6 anni fa ho iniziato a usare eroina(fumata), e ho continuato a farlo a dosi crescenti per circa 2 anni quando mi son rivolto per la prima volta al sert delle mie parti. Ho iniziato un trattamento con metadone, scalando abbastanza rapidamente, da 40 a 0 in un anno e tre mesi. Ho smesso di usare eroina dal secondo giorno di trattamento(ero molto deciso) e per quanto abbia risentito di alcuni disturbi nel troncare col farmaco a fine terapia ho resistito e son passati. Dopo pochi mesi però determinate circostanze e una mia sottovalutazione del rischio ricadute mi ha riportato al problema iniziale e sono immediatamente tornato al sert, dato che in pochi giorni si era reinstaurata una dipendenza. Questa volta però non ha sortito in me alcun effetto,e per quanto continui a considerarmi motivato è da un anno che non riesco a smettere definitivamente. Il problema mio è però di differente natura: tre mesi fa si è rotta la mia auto e ho avuto grosse difficoltà a recarmi al sert di mia competenza. Ho quindi interrotto la cura per un paio di mesi, non potendo garantire una frequenza continuativa e soprattutto perchè demotivato dall'insuccesso della terapia. Un mesetto fa ho però acquistato un motorino e ho voluto riprovare. Inconvenienti e problemi di maltempo mi hanno però reso difficile la frequentazione del servizio tanto che per ben due volte avendo saltato per più di 3 giorni la somministrazione ho dovuto esser riammesso. Dopo la seconda riammissione non mi è stata data però alcuna possibilità di frequentazione, e al primo giorno di assenza mi han troncato la terapia impedendomi di tornare al servizio. Ora mi trovo costretto a cercare un sert ancora più distante, il che renderà ancora più difficoltoso per me frequentarlo, e per quanto sia cosciente che la colpa delle assenze sia mia penso che la possibilità di rivolgersi a un servizio pubblico dovrebbe essermi data visto anche un passato di cura abbastanza lungo in cui però ho sempre mostrato la volontà di smettere. Lo stesso è accaduto a mio fratello, che è stato allontanato contemporaneamente a me, benchè egli non avesse mai terminato la terapia ed era in cura ininterrotta da 4 anni. Al momento dell'allontanamento assumevamo entrambi 40 ml di metadone e la dipendenza dal farmaco quasi sovrastava quella da eroina, tanto che per non risentire dell'astinenza abbiamo dovuto incrementare anche il dosaggio di eroina e renderlo necessariamente costante. Ciò che vorrei sapere è se il comportamento dei medici del mio sert è corretto e legalmente consentito, soprattutto visto che una delle motivazioni che mi è stata data è che è proprio la legge che impone loro di interrompere la terapia se non ci sono i requisiti per un'assunzione regolare. Dato che però i requisiti ci sono, e che le assenze recenti sono a mio avviso motivate e causate da eventi incidentali e chiaramente contingenti, è lecito considerare illegale la loro scelta e pretendere il reinserimento?"

Volevo aggiungere che si son rifiutati di fornirmi un documento scritto con riportato il numero effettivo delle assenze che son la causa del loro rifiuto di proseguire con la cura dicendo che per averlo avrei dovuto presentare necessariamente una specifica richiesta di un magistrato. Nonostante la mia insistenza nel voler far loro comprendere che mi stavan togliendo l'unica speranza di poter smettere con la sostanza e totalmente disinteressati dalle motivazioni delle mie assenze, i medici si son rifiutati di riprenderci in cura in quanto a loro avviso " frequentavamo il sert solo per ottenere stupefacente gratis e non eravamo per nulla interessati a esser curati". Al di là dell'assurdità di questa affermazione, dato che non penso esistano persone realmente interessate all'uso "ricreativo" del metadone, non sto a elencarle i disagi che una improvvisa sospensione del trattamento, che specialmente nei riguardi di mio fratello proseguiva ininterrottamente da 4 anni, ha causato dal punto di vista fisico, economico e sociale(io ero a 30 ml giornaliere e mio fratello a 40ml).
Vorrei quindi sapere se il sert in oggetto ha commesso un illecito e fino a che punto, ovvero se è loro diritto rifiutarmi la cura, se posso pretendere la riammissione e se a suo avviso ho qualche possibilità di denunciarli e come dovrei procedere. Penso sia comprensibile la mia ira in quanto il mio allontanamente è avvenuto volutamente in coincidenza con le festività per non lasciarmi la possibilità di affido del farmaco neanche di qualche giorno, e ciò è stato rovinoso soprattutto per i rapporti in famiglia tanto più che riguardava anche mio fratello. Aggiungo solo che non abbiamo problemi legali di alcun tipo e che ci siam sempre rivolti spontaneamente al servizio, senza alcuna pretesa delle condizioni della cura, ad eccezione che ci venisse data la possibilità di riceverla.

La ringrazio per l'attenzione.

nell'attesa di una risposta le
auguro buone feste.

L'uso del metadone non cronicizza la tossicodipendenza. Il metadone non è altro che il farmaco adatto per tenere sotto controllo una malattia che E' GIA CRONICA di per sé.
Ciò premesso appare utile ricordare che non esistono giustificazioni o motivazioni per il rifiuto di intervento da parte di un servizio pubblico, anche in presenza di problemi quali la discontinuià del paziente o altri.
Quando si richiede una terapia si ha il diritto di ottenerla, quali che siano i precedenti di rapporto con il servizio.
Per generale informazione la terapia metadonica, quindi, è di mantenimento come la maggior parte delle terapie per affezioni croniche, quali scompensi cardiaci, ipertensione, diabete, ecc..Gli scalaggi sono soltanto un falso ideologico.
In linea generale si inizia l'intervento a dosi relativamente basse (30/40mg) e lo si incrementa fino a TOTALE sparizione del desiderio di ricorrere a sostanze di abuso, quali eroina, cocaina, tranquillanti ed altro. Il senso di benessere del paziente, la totale assenza del desiderio di ricorrere agli abusi sono elementi determinanti per stabilire il dosaggio di arrivo e di mantenimento. Una dose che deve essere raggiunta gradualmente per dar tempo alla tolleranza di evitare un fastidioso senso di sedazione. Va a questo proposito notato che le dosi efficaci possono variare di molto a seconda della velocità di metabolizzazione del paziente e l'osservazione clinica dello stesso è l'elemento determinante la loro grandezza. Ed infine è utile e doveroso ricordare che l'uso cronico del metadone A QUALSIASI DOSAGGIO all'interno della tolleranza del paziente è PRIVO DI QUALSIASI TOSSICITA' anche dopo anni di assunzione regolare.
Un servizio pubblico ha interesse, ed anche il dovere, di rendere questa terapia prontamente accessibile e programmata secondo le esigenze di vita dela paziente (VEDI ART. ALLEGATO), nonché di fornire corrette informazioni al paziente.
Se hai altre domande, non esitare a scrivere ancora.


Buone feste.
Roberto Nardini
Gruppo S.I.M.S.
Via Stagio Stagi, 81
55045 Pietrasanta (lu) Italy
www.sims.it