"All'incirca 6 anni fa ho iniziato a usare eroina(fumata), e ho continuato
a farlo a dosi crescenti per circa 2 anni quando mi son rivolto per la
prima volta al sert delle mie parti. Ho iniziato un trattamento con metadone,
scalando abbastanza rapidamente, da 40 a 0 in un anno e tre mesi. Ho smesso
di usare eroina dal secondo giorno di trattamento(ero molto deciso) e
per quanto abbia risentito di alcuni disturbi nel troncare col farmaco
a fine terapia ho resistito e son passati. Dopo pochi mesi però
determinate circostanze e una mia sottovalutazione del rischio ricadute
mi ha riportato al problema iniziale e sono immediatamente tornato al
sert, dato che in pochi giorni si era reinstaurata una dipendenza. Questa
volta però non ha sortito in me alcun effetto,e per quanto continui
a considerarmi motivato è da un anno che non riesco a smettere
definitivamente. Il problema mio è però di differente natura:
tre mesi fa si è rotta la mia auto e ho avuto grosse difficoltà
a recarmi al sert di mia competenza. Ho quindi interrotto la cura per
un paio di mesi, non potendo garantire una frequenza continuativa e soprattutto
perchè demotivato dall'insuccesso della terapia. Un mesetto fa
ho però acquistato un motorino e ho voluto riprovare. Inconvenienti
e problemi di maltempo mi hanno però reso difficile la frequentazione
del servizio tanto che per ben due volte avendo saltato per più
di 3 giorni la somministrazione ho dovuto esser riammesso. Dopo la seconda
riammissione non mi è stata data però alcuna possibilità
di frequentazione, e al primo giorno di assenza mi han troncato la terapia
impedendomi di tornare al servizio. Ora mi trovo costretto a cercare un
sert ancora più distante, il che renderà ancora più
difficoltoso per me frequentarlo, e per quanto sia cosciente che la colpa
delle assenze sia mia penso che la possibilità di rivolgersi a
un servizio pubblico dovrebbe essermi data visto anche un passato di cura
abbastanza lungo in cui però ho sempre mostrato la volontà
di smettere. Lo stesso è accaduto a mio fratello, che è
stato allontanato contemporaneamente a me, benchè egli non avesse
mai terminato la terapia ed era in cura ininterrotta da 4 anni. Al momento
dell'allontanamento assumevamo entrambi 40 ml di metadone e la dipendenza
dal farmaco quasi sovrastava quella da eroina, tanto che per non risentire
dell'astinenza abbiamo dovuto incrementare anche il dosaggio di eroina
e renderlo necessariamente costante. Ciò che vorrei sapere è
se il comportamento dei medici del mio sert è corretto e legalmente
consentito, soprattutto visto che una delle motivazioni che mi è
stata data è che è proprio la legge che impone loro di interrompere
la terapia se non ci sono i requisiti per un'assunzione regolare. Dato
che però i requisiti ci sono, e che le assenze recenti sono a mio
avviso motivate e causate da eventi incidentali e chiaramente contingenti,
è lecito considerare illegale la loro scelta e pretendere il reinserimento?"
Volevo aggiungere che si son rifiutati di fornirmi un documento scritto
con riportato il numero effettivo delle assenze che son la causa del loro
rifiuto di proseguire con la cura dicendo che per averlo avrei dovuto
presentare necessariamente una specifica richiesta di un magistrato. Nonostante
la mia insistenza nel voler far loro comprendere che mi stavan togliendo
l'unica speranza di poter smettere con la sostanza e totalmente disinteressati
dalle motivazioni delle mie assenze, i medici si son rifiutati di riprenderci
in cura in quanto a loro avviso " frequentavamo il sert solo per
ottenere stupefacente gratis e non eravamo per nulla interessati a esser
curati". Al di là dell'assurdità di questa affermazione,
dato che non penso esistano persone realmente interessate all'uso "ricreativo"
del metadone, non sto a elencarle i disagi che una improvvisa sospensione
del trattamento, che specialmente nei riguardi di mio fratello proseguiva
ininterrottamente da 4 anni, ha causato dal punto di vista fisico, economico
e sociale(io ero a 30 ml giornaliere e mio fratello a 40ml).
Vorrei quindi sapere se il sert in oggetto ha commesso un illecito e fino
a che punto, ovvero se è loro diritto rifiutarmi la cura, se posso
pretendere la riammissione e se a suo avviso ho qualche possibilità
di denunciarli e come dovrei procedere. Penso sia comprensibile la mia
ira in quanto il mio allontanamente è avvenuto volutamente in coincidenza
con le festività per non lasciarmi la possibilità di affido
del farmaco neanche di qualche giorno, e ciò è stato rovinoso
soprattutto per i rapporti in famiglia tanto più che riguardava
anche mio fratello. Aggiungo solo che non abbiamo problemi legali di alcun
tipo e che ci siam sempre rivolti spontaneamente al servizio, senza alcuna
pretesa delle condizioni della cura, ad eccezione che ci venisse data
la possibilità di riceverla.
La ringrazio per l'attenzione.
nell'attesa di una risposta le
auguro buone feste.
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